Laboratorio ispirato agli albi illustrati di Ángela León: Lina. Avventure di un’architetta, Charlotte. Come abitare il mondo, Gertrude. L’arte di creare il giardino, Topipittori
Vorrei che esistessero luoghi stabili, immobili, intangibili, mai toccati e quasi intoccabili, immutabili, radicati; luoghi che sarebbero punti di riferimento e di partenza, delle fonti: il mio paese natale, la culla della mia famiglia, la casa dove sarei nato, l’albero che avrei visto crescere (che mio padre avrebbe piantato il giorno della mia nascita), la soffitta della mia infanzia gremita di ricordi intatti…
Scrive così George Perec nell’introduzione del suo libro “Specie di spazi”.
“Ed è proprio in questa passeggiata alla ricerca del punto in cui si innestano le nostre radici, che perlustreremo gli spazi urbani di Lina Bo Bardi, quelli domestici di Charlotte Perriand e i giardini di Gertrude Jekill.
Di volta in volta, trasformeremo vecchi edifici abbandonati, riempiremo ambienti di oggetti e colori e daremo forma a stanze verdi in cui fermarci ad osservare, stupiti, che il confine tra città ed edificio, tra dentro e fuori, tra spazio chiuso e spazio aperto, in realtà è molto sottile”.
A partire da materiali, forme e immagini predisposti dall’atelierista, le studentesse e gli studenti saranno invitati a intervenire sugli spazi: scegliere, spostare, aggiungere, sovrapporre, costruire nuove relazioni tra gli elementi. Un lavoro di composizione e trasformazione attraverso cui sperimentare, in modo concreto, come uno spazio possa cambiare identità.
Il laboratorio diventerà così un piccolo esercizio di progettazione e immaginazione: non semplicemente rappresentare uno spazio, ma provare ad abitarlo, modificarlo e inventarne ogni volta uno possibile.
Illustrazione di Ángela León, Gertrude. L’arte di creare il giardino, Topipittori, 2026