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Le Immagini della Fantasia 44

Sabato 7 novembre 2026 s’inaugura la 44esima edizione della Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’Infanzia Le Immagini della Fantasia allestita negli spazi espositivi della Casa della Fantasia di Sarmede (Treviso). L’esposizione, aperta fino al 14 febbraio 2027, è affiancata da un ampio programma di attività didattiche per le scuole di ogni ordine e grado, laboratori domenicali per bambine/i, workshop per adulti ed eventi.

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7 novembre 2026 – 14 febbraio 2027 Casa delle Fantasia, Sarmede, Treviso

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Introduzione

Da oltre quarant’anni la Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’Infanzia trasforma Sarmede in un luogo di incontro tra culture, linguaggi e visioni del mondo.
Ogni edizione prende forma attorno a un tema capace di interrogare il presente attraverso la forza delle storie.
Curata da Silvia Paccassoni, la 44esima edizione dal titolo Avrò cuore nasce da una domanda: che cosa significa avere coraggio? Le oltre duecento illustrazioni propongono una risposta corale, raccontando il coraggio come un cammino che attraversa la paura, conduce alla scoperta di sé e si compie nell’incontro con gli altri. Non un gesto eroico, ma una qualità che cresce nelle scelte quotidiane, nella libertà di essere sé stessi, nell’immaginare nuove possibilità e nel costruire relazioni.
Attorno al nucleo centrale della collettiva si sviluppano le altre sezioni del progetto. L’ospite d’onore, Dinara Mirtalipova, presenta cinquanta opere che documentano il suo percorso artistico attraverso libri illustrati, studi preparatori, lavori personali e taccuini, restituendo un immaginario profondamente radicato nella tradizione visiva dell’Asia centrale e aperto all’incontro tra culture.
Come da tradizione, la sezione Il mondo di Štěpán Zavřel partecipa alla riflessione proposta da questa edizione attraverso Il ponte dei bambini, l’albo scritto da Max Bolliger e illustrato da Štěpán Zavřel.
In continuità con questa eredità si collocano le opere delle allieve e degli allievi della Scuola Internazionale d’Illustrazione di Sarmede, nate durante i workshop dedicati al tema della mostra a testimonianza di una ricerca che trova nella formazione uno dei cardini dell’attività della Fondazione.

La storia di Dinara Mirtalipova inizia a Tashkent, in Uzbekistan, durante l’epoca sovietica. Qui trascorre l’infanzia e studia scienze informatiche all’università. Dopo l’indipendenza del Paese, avvenuta nel 1991, si trasferisce con la famiglia negli Stati Uniti. Oggi vive a Cleveland, in Ohio, ma la sua memoria resta abitata dalle immagini della terra d’origine.

Il suo primo repertorio visivo prende forma nella casa della nonna, fra decorazioni, tessuti, tappeti, fiabe e creature fantastiche dell’Asia centrale. Dinara assorbe questa cultura prima ancora di studiarla e, nel tempo, la intreccia con esperienze e linguaggi diversi.

È questo incontro tra ricordi d’infanzia, tradizione popolare e sguardo contemporaneo che la mostra invita a esplorare. Le circa cinquanta opere esposte – illustrazioni tratte da libri per l’infanzia e da progetti editoriali inediti, studi, taccuini, lavori personali – permettono di seguire le trasformazioni di una ricerca sempre aperta.

Le oltre duecento illustrazioni in mostra propongono una risposta corale, raccontando il coraggio come un cammino che attraversa la paura, conduce alla scoperta di sé e si compie nell’incontro con gli altri.

Attraverso la paura

La paura è la prima compagna di viaggio del coraggio. Attraversarla significa riconoscerla e talvolta avvicinarsi a ciò che spaventa. Può avere la forma di un animale gigantesco, di una gabbia trasparente o di una distanza impossibile da colmare; può anche nascondersi dietro parole rassicuranti e silenzi che nessuno ascolta.

Le immagini aiutano a vedere ciò che le parole non dicono. Il coraggio non è assenza di paura, ma scelta di avanzare nonostante essa. 

La scoperta di sé

Riconoscere la paura permette di volgere lo sguardo verso l’interno. Scoprire chi siamo non significa trovare un’identità già pronta, ma accettare di essere in trasformazione. Come un seme, cresciamo grazie alla cura e alle relazioni.

Creatività e immaginazione aiutano a oltrepassare i pregiudizi, mettersi alla prova e osservare il mondo da prospettive nuove. Il coraggio può essere un gesto di ribellione, il desiderio di volare, la libertà di sottrarsi a un destino deciso da altri. Vive anche nella quotidianità, quando ci prendiamo cura di qualcuno. 

Piccole rivoluzioni

Oltre la paura, attraverso la scoperta di sé, il cammino conduce verso gli altri. Qui tutto si raccoglie in una parola: noi. Il coraggio esce dalla dimensione individuale e diventa gesto, relazione e cambiamento.

Le rivoluzioni possono nascere da una conquista quotidiana, dal desiderio di autonomia o dalla scelta di seguire una passione. Possono cambiare il modo di abitare e immaginare lo spazio, aprire strade considerate inaccessibili, restituire voce a storie dimenticate. Nel passaggio dall’io al noi, il coraggio diventa emancipazione e solidarietà, fiducia nella capacità di bambine e bambini di cambiare il mondo.

Nel 1983, quando Štěpán Zavřel decide di organizzare la prima mostra d’illustrazione a Sarmede, sceglie per il manifesto la copertina dell’albo “Il ponte dei bambini”, scritto da Max Bolliger e da lui illustrato, pubblicato per la prima volta in italiano nel 1977 a Zurigo dalla casa editrice Bohem Press con il sostegno della Proloco del Comune di Sarmede e della provincia di Treviso.

Vent’anni dopo la pubblicazione dell’albo, nel 1997, dipingerà quello stesso ponte sulla facciata di un edificio, ancora oggi visibile dalla piccola finestra della Casa della Fantasia.

A cinquant’anni dalla prima edizione abbiamo scelto di tornare a quella storia, perché continua a custodire un’immagine capace di parlarci: quella di un ponte che rende possibile l’incontro.

Forse anche per questo l’albo ha accolto realtà linguistiche e culturali molto diverse tra loro: pubblicato in tedesco nel 1979 dalla casa editrice Bohem Press, è stato poi tradotto anche in inglese, francese, giapponese, spagnolo, afrikaans, olandese, svedese, frisone, sardo, sloveno, ladino e in cinque varietà di dialetto friulano.

Una storia nata attorno a due rive ha finito così per attraversarne molte altre, trovando ogni volta una nuova lingua in cui raccontare la possibilità dell’incontro.

Le opere raccolte in questa sezione sono state realizzate dalle illustratrici e dagli illustratori della Scuola Internazionale d’Illustrazione durante i workshop estivi. A ogni partecipante è stato chiesto di creare una tavola sul tema della mostra, a partire dalla traccia proposta dal proprio laboratorio.

I due percorsi, condotti da Jesús Cisneros e Joanna Concejo, hanno esplorato forme diverse e complementari del coraggio: la fiducia nell’intuizione, che permette di riconoscere e seguire la propria voce, e la disponibilità ad aprirsi agli altri, mostrando anche dubbi e fragilità.

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