Vodník

Premiato nel 1971 in Spagna, il volume che Zavřel dedica al Vodník rientra nel novero dei classici dedicati alle fiabe tradizionali europee: il protagonista è un folletto verdastro, tipico del folklore boemo, abbigliato con una giacca dal lembo sinistro sgocciolante. La sua dimora sono le acque di fiumi, stagni e laghi (il suo nome deriva da voda, acqua). Qui conserva gelosamente, sigillandole in piccole ampolle di vetro, le anime degli annegati. Il Vodník può uscire dal suo elemento, ma soltanto finché il risvolto della sua giacca non si sia asciugato. Nella versione illustrata da Zavřel e selezionata per Le immagini della fantasia 37, lo spiritello viene ingannato da una giovane e dal suo fidanzato, che ne vanificano le intenzioni maligne.
Questo “piccolo mostro” della cultura boema è talmente importante per l’immaginario mitteleuropeo che il compositore Antonín Dvořák gli dedicò un poema sinfonico, intitolato appunto Vodník, ovvero Il folletto delle acque.

 

Illustrazione di Štĕpán Zavřel, da Vodník, Bohem Press Italia – dettaglio

Il mondo di Štěpán Zavřel

Štěpán Zavřel nasce nel 1932 a Praga; nel 1959, dopo una fuga rocambolesca, arriva in Italia. Artista versatile e poliedrico, con studi internazionali di pittura, animazione, scenografia e costume teatrale, nel 1968 si stabilisce a Rugolo di Sàrmede, attirandovi una rete internazionale di creativi. Nel 1983 fa nascere la Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’Infanzia, e nel 1988 la Scuola Internazionale d’Illustrazione. Muore a Sàrmede nel 1999. Il Museo Štěpán Zavřel, rinnovato nel ventennale della sua scomparsa, è visitabile in concomitanza con l’apertura de Le immagini della fantasia.