Il ritorno di Ario

L’arte di Štěpán Zavřel è da sempre presente  nel percorso de Le immagini della fantasia. Quest’anno, in un legame strettissimo con il Paese ospite (l’Iran), la scelta è caduta su Il Ritorno di Ario, da Ciro il Grande a Ciro il Piccolo (Quadragono Libri, 1974). Si tratta di una serie di

immagini a tempera e acquerello in cui possiamo contemplare l’influsso della cultura persiana nello stile di Zavřel, già presente in filigrana in quel carattere bizantino che si dispiega nella sua opera.

Con queste immagini, caricate di una esecuzione dettagliata e sempre gestuale, possiamo ammirare come l’artista elabori trame, ritmi e direzioni differenti. Da una scala cromatica di azzurri e turchesi genera uno scenario immediatamente riconoscibile, archi ogivali, cupole arabeggianti, turbanti, personaggi variopinti, così da costruire un mondo pletorico, abbondante, “fiabesco” che, come in un giardino dell’Eden, invita costantemente a godere della bellezza e ad usare l’immaginazione.

Illustrazione di Stepan Zavrel, da Il ritorno di Ario (dettaglio)

Štěpán Zavřel nasce nel 1932 a Praga e arriva in Italia nel 1959, dopo una fuga rocambolesca dal suo Paese. Artista versatile e poliedrico, studia pittura, animazione, scenografia e costume teatrale in Cecoslovacchia e a Roma, Monaco e Londra. Nel 1968 si stabilisce a Rugolo di Sàrmede, facendovi convergere una rete internazionale di artisti e creativi. Espone in gallerie e musei in tutto il mondo. Nel 1983, dietro suo impulso, nasce la Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’Infanzia e, nel 1988, la Scuola Internazionale d’Illustrazione. Muore a Sàrmede nel 1999. In occasione de Le immagini della fantasia 36, verrà ristampato da Bohem Press Italia l’albo Jacopo il giullare.